LO YETI

Storia del primo contatto tra l'abominevole uomo delle nevi e l'homo sapiens

di
GIOVANNI ZANZANI

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CAPITOLO 13

Finalmente a casa! Quando il comandante comunicò ai passeggeri che l'aereo stava cominciando a sorvolare l'Europa, a Bernini vennero le lacrime agli occhi. Dopo tutto il tempo passato in Asia non gli sembrava vero di rivedere la propria terra natale. Sotto di lui il Partenone brillava bianco come un dado da gioco gettato dagli dèi sulle propaggini orientali del vecchio continente, e nel sedile davanti viaggiava lo yeti, la sensazionale scoperta scientifica che lo avrebbe trasformato in un uomo ricco e famoso. Bernini quasi non stava in sé dalla contenteurozza, mentre Sibille, seduta accanto a Fred, gli teneva teneramente il capo posato sulla spalla.
L'abominevole uomo delle nevi guardava fuori dal finestrino senza capire perché il suolo corresse così lontano dallo strano mezzo sul quale i due europei l'avevano fatto salire. Dopo lunga riflessione l'ominide incravattato suppose di trovarsi sopra una delle superfici di fango e muschio che era solito osservare nelle parti in ombra delle foreste e la considerazione lo rassicurò. Collegare ciò che non conosceva a qualcosa che faceva parte della sua esperienza lo proteggeva dalla paura. Tuttavia nel momento in cui dal bordo dell’ala vide uscire gli ipersostentatori nel suo cervello si accese un nuovo allarme: che stava accadendo alla vettura sulla quale era salito? Fred vinse l’ansia di quelle novità stringendo tra le dita il telefono cellulare che aveva ricevuto in dono a patto che uscisse dalla toilette dell’aereo dove si era rinchiuso. Superare l'angoscia attraverso l'osservazione di oggetti luccicanti gli parve l'usanza migliore tra quelle in uso nel mondo dove lo stavano portando i suoi nuovi amici. Con quell’ultimo gadget, la somma pagata da Sibille per condurlo via e tenerlo tranquillo aveva raggiunto la cifra di dodicimila dollari, l'intero compenso per la missione himalayana. La bionda cinquantenne era sempre meno convinta di aver concluso un buon affare, ma quando venne svegliata dalla voce dell'assistente di volo che annunciava l'atterraggio accarezzò il suo villoso boyfriend con senso di baldanza. Per il conforto che quell'essere donava al suo cuore, la manager milanese aveva tradito gli scopi della missione per la quale era stata inviata in Oriente, e Caruana gliela avrebbe fatta pagare. Ma dormire tutte le sere con un animale grande e flemmatico come Fred non aveva prezzo.
Anche lo yeti elaborò un ragionamento intorno all'avventura nella quale si era lasciato coinvolgere. In un modo intraducibile nei linguaggi alfabetizzati che andava apprendendo, Fred si chiese cosa lo avesse spinto a entrare a far parte della tribù degli stranieri. Il suo pensiero corse al bianco delle nevi e al grigio delle rocce che conosceva per spostarsi sullo spettacolo della carlinga piena di oggetti dalle forme e dai colori più disparati. Tale festosità era un ottimo motivo per abbandonare i ghiacci eterni, oltre al numero incommensurabile di mele che quella gente era in grado di fare emergere dal nulla.

 

LO YETI
LO YETI Prefazione
LO YETI Capitolo 1
LO YETI Capitolo 2
LO YETI Capitolo 3
LO YETI Capitolo 4
LO YETI Capitolo 5
LO YETI Capitolo 6
LO YETI Capitolo 7
LO YETI Capitolo 8
LO YETI Capitolo 9
LO YETI Capitolo 10
LO YETI Capitolo 11
LO YETI Capitolo 12
LO YETI Capitolo 13
LO YETI Capitolo 14
LO YETI Capitolo 15
LO YETI Capitolo 16
LO YETI Capitolo 17
LO YETI Capitolo 18
LO YETI Capitolo 19

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