Logo_del_sito



I mégh (i maghi)

Ai maghi, sono dati nomi stravaganti, attribuite strane abitudini ed un aspetto spesso bizzarro, caratteristiche queste, più congeniali alla categoria degli orchi, o a quella dei giganti (così come ci sono consegnati dalla novellistica italiana ed internazionale), che a persone dotate di virtù magiche. Spesso si cibano di carne umana e, a volte, hanno mogli simili ad orchesse, ma, nonostante la loro capacità di trasformarsi e compiere prodigi, finiscono sempre con l'essere sconfitti, a causa della loro stupidità.
Il "mago dalle sette teste", ad esempio, esigeva periodicamente, il tributo di una fanciulla che poi divorava, finchè non giunse "Giovannino senza paura", che lo uccise, liberando, così, la figlia del re, che era la vittima designata per quell'anno. Un altro mago con lo stesso nome, era alto come una torre, con un solo grande occhio nel mezzo della fronte, ed aveva l'abitudine di rapire e tenere prigioniere le fanciulle, nel suo palazzo incantato, al quale si accedeva calandosi in un pozzo. Naturalmente fu sconfitto e ucciso dal solito giovane eroe di turno, nell'unico modo possibile, cioè accecandolo con un trave (il che ci ricorda qualcosa…).
Il mago Aquilone, invece, aveva l'aspetto di un vecchio e si comportava come un diavolo: in cambio dei suoi servizi, infatti, accettava anime e pretendeva patti firmati col sangue.
Un'antica rappresentazione burattinesca, narra che, dagli amori del mago Sabino, dalla barba azzurra, con la "fata bianca del mare", nacque un uovo che, al calore del sole sulla spiaggia, si schiuse e ne uscì Fagiolino, la maschera popolare della Romandìola. Pare che Fagiolino (il cui antico nome era semplicemente: "burattino"), avesse ereditato dal padre, il dono di poter cavalcare, a suo piacimento, nientemeno che Belzebù in persona, usandone la coda come briglia (cavalcata nella quale egli si dilettava spesso e volentieri, con grande disappunto del Diavolo ed enorme godimento della platea). Il termine mêg Saben, nelle espressioni popolari della Romandìola, divenne poi sinonimo di persona alla buona, distratta e trasandata, "senza complimenti".

precedente successivo

TORNA ALL'INDICE



Föl
é un opera rilasciata sotto licenza
Creative Commons 3.0 Unported License
Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate

Licenza Creative Commons

Scarica gratuitamente il volume integrale in formato ".epub"

ATTENZIONE: SOLO PER CHI USA INTERNET EXPLORER UTILIZARE IL LINK SEGUENTE E DECOMPRIMERE IL FILE ZIPPATO UNA VOLTA SCARICATO

Scarica gratuitamente il volume integrale in formato ".epub"

DataShack - Internet services